lunedì 2 ottobre 2017

Charleville-Mézières-4

e per finire con questa meravigliosa avventura, qualche cifra ufficiale (fonte: myra.fr) ora che il festival si è chiuso e tornerà nel 2019

Quelques chiffres :
Nombre de compagnies : 115
Nombre de salles : 30. Les jauges varient de 19 à 504 places
5 expositions (dont une en espace public)
Nombre de spectacles : 114 (dont 10 en rue) + 6 compagnies programmées dans les Polichucales .
Nombre de représentations : 400
Nombre de billets vendus : 54 000


SOLO nella sezione IN, vale a dire solo gli spettacoli invitati, mentre la sezione OFF avrà fatto circa il doppio di presenze, e naturalmente, meno della metà degli incassi :-(

Complice il tempo, bars, pubs e brasseries piene zeppe, evviva le marionette

Charleville-Mézières 3

E abbiamo visto un sacco di bellissimi spettacoli, certi pure noiosissimi ma non importa!
Ecco 6 fotografie per dare una piccolissima idea

https://photos.app.goo.gl/u8JJgBCU7hY5hdTm1

Charleville-Mézières 2

Eravamo pure bellissimi, eh




Charleville-Mézières 1

Siamo stati a Charleville-Mézières!!! Al Festival mondiale delle marionette!!! sono l'uomo più contento del mondo occidentale :-)


lunedì 3 luglio 2017

Falù inizia l'allestimento

Il mio nuovo testo di teatro per bambini inizia oggi la sua fase operativa!

Quello che si vede in foto NON è Falù! Falù è un bambino, un pupazzo color cioccolato al latte, che si ritrova da solo in un'isola piena di animali che parlano, tra cui Golia, un grosso rospo che però non fa paura, i rospi sono vegetariani, mi pare.

A Falù stiamo lavorando in parecchi!
Michele Polo, Serena Di Blasio, Virginia Di Lazzaro, Valentina Rivelli, Max Klein, il Teatro della Sete. 
Debutto: TSU 14 ottobre 2017

lunedì 23 gennaio 2017

Scrivere una storia ogni tanto

Scrivere una storia ogni tanto... No! Scrivere spesso, che è l'unica via per imparare a farlo. Non so se ho mai incontrato qualcosa di più complesso della drammaturgia. Ma persevero




Questa storia sarà la storia di Teatro di Voci 2017! Quasi cento bambini la leggeranno, la cambieranno, la faranno propria e la giocheranno in teatro, sul palco. Sono felice

Baci abbracci e Bastonate

Tanto per capirci e per esplorare un punto di vista diverso... quello di un burattino. Voi siete lì, a spiegare l'increscioso fatto che vi vede in pigiama parlare in pubblico, e dall'oscurità ecco distinguersi qualcosa...
Cosa fareste voi?



giovedì 29 settembre 2016

A Udine appuntamenti con il teatro per i piccoli

Sabato 15 ottobre ore 15.00, viale Duodo 11 a Udine, in collaborazione con la scuola di Danza MAD, MAD movement art & dance - i TUOI PASSI nella MUSICA...

MAD ti aspetta nelle sedi di:
Udine - viale Duodo 11
Gonars - via Vittorio Veneto 100






aperto anche agli/alle esterne! 

lunedì 11 luglio 2016

BAB! Baci abbracci e bastonate

Baci abbracci e bastonate



è il mio nuovo spettacolo di burattini. Ha debuttato a TSU - teatro sosta urbana - in una caldissima giornata di sfiga :-)

ma lo spettacolo non è per nulla sfigato, è uno spasso, per me e per tutti i bambini, persino i piccoletti di 3 anni ridono a crepapelle e partecipano alla storia

Il pubblico adulto partecipa invece pochissimo, fa grandi ringraziamenti alla fine. Spero che il virus malefico dello stare zitti a teatro non contagi le nuove generazioni: il teatro NON è il cinema o la TV. A teatro 50% dello spettacolo lo fanno gli attori, e il pubblico può/deve fare il resto.Chi dice il contrario mente oppure non ne può più del pubblico, animale instancabile che cambia ogni giorno e toglie le certezze dei teorici.

ecco la scheda!

martedì 12 aprile 2016

No no no - 2

No no no - 2 ( attenzione : è una drammaturgia! non una storia scritta x la lettura tipo libro/racconto)

Ecco la seconda parte della drammaturgia - che vorrà mai dire questa parola. Drammaturgia vuol dire "testo per il teatro" - cioè testo scritto tecnicamente, che ha bisogno soprattutto di immaginazione - non c'è scritto tutto!!!!!!!

buona lettura e buona immaginazione :-)



PS - questa è la seconda e terza parte, la prima è disponibile qui


  1. i bambini fuggiti arrivano in un posto solitario
  2. in mezzo ad una radura, un prato, una collina. Piantano una bandiera per segnalare il posto, fanno una foto ricordo del primo giorno, il giorno UNO
  3. inventano i nuovi orari: prima di tutto si mangia, poi si leggono i libri, poi si va a dormire
  4. prima si lavano i denti, poi mangiano
  5. leggono i libri
  6. uno racconta che i suoi libri preferiti sono XXX
  7. altri raccontano i propri libri preferiti
  8. tutti si guardano in giro, dicono che il posto dove si trovano è perfetto per i libri con i mostri
  9. iniziano a leggere libri con mostri
  10. nessuno ha paura perché sono insieme
  11. insieme si ha coraggio
  12. cantano la canzone del mostro
  13. tutti assieme chiamano forte il mostro
  14. prendono in giro il mostro, dicono che sarà impegnato con il telefono, per quello non risponde
  15. immaginano le chiamate al mostro, il mostro che risponde
  16. arriva veramente un mostro (non sappiamo come sarà effettivamente, sappiamo che sarà perlomeno molto largo, non farà rumore mentre cammina)
  17. molti bambini nemmeno se ne accorgono
  18. sentono lamentarsi, pensano che siano gli altri bambini
  19. vedono il mostro
  20. tutti balzano in piedi, gran vociare e confusione
  21. poi la confusione cala, il mostro è fermo, traballa, tutti stanno zitti e piano piano nel silenzio si sente un lamento, una vocina sottile
  22. è quella del mostro
  23. il mostro si lamenta, ha un male dentro che lo divora, al cuore
  24. tutti sono incuriositi
  25. cercano di capire che male ha, ma stanno bene alla larga
  26. certi bambini dicono che non è possibile, che è un bugiardo
  27. il mostro dice che il male è tanto forte, gli dà tanto dispiacere, il suo dolore è che cerca di essere migliore possibile, ma tutti gli danno contro, tutti si lamentano di lui, nessuno gli vuole bene, i grandi sono cattivi
  28. certi bambini dicono che questa storia la sanno già, l'hanno letta in un libro, che il mostro non li fregherà
  29. certi invece danno ragione al mostro, è vero, i grandi sono prepotenti
  30. Il mostro racconta che lo hanno ferito mentre cercavano di pizzicare la sua carne morbida e tenera
  31. qualche bambino prende coraggio, prova ad avvicinarsi per poi fuggire subito, ma il mostro non fa segni di attacco, i bambini prendono sempre più coraggio
  32. dei bambini tastano con le mani dei pezzi del mostro, effettivamente ha carni morbide e tenere
  33. il mostro chiede aiuto, dice che il male gli fa male, ma adesso sta già meglio, forse loro sono dei bambini speciali, non sono come i grandi
  34. i bambini sono d'accordo, no non saremo mai come i grandi, noi siamo diversi
  35. qualcuno dei bambini propone di guardare sopra, ma non riescono perché sono troppo piccoli, allora qualcuno dice di guardare sotto
  36. I bambini si fanno piccoli piccoli e guardano sotto il mostro
  37. Improvvisamente il mostro si muove e prova a prendere / a mangiare / ad agguantare i bambini che si erano fatti piccoli piccoli
  38. scappano in mille direzioni diverse tutti i bambini
  39. rimane solo il mostro, vittoria
  40. canta la sua canzone, racconta la sua vera storia, la storia del mostro XXX
  41. si rivela parzialmente il mostro: sono effettivamente i genitori
  42. si sentono i genitori dire che i bambini saranno scappati a casa a frignare, oppure che saranno scappati dalla nonna a piangere. Tutti ridono perché i bambini sono dei pappe molla che sono scappati pieni di paura
  43. qualcuno dei genitori prova a guardare il mostro da fuori, dice che effettivamente il mostro è pauroso, tutti scappano alla vista di un simile mostro, nessuno reagirebbe attaccando, bisognerebbe avere troppo coraggio
  44. qualcuno dice che è divertente fare paura, che i bambini hanno sempre paura
  45. qualcuno dice che è stata davvero una bella idea, far morire di paura i bambini, così adesso staranno per sempre buoni
  46. si sentono dei rumori, come uno scalpiccìo di piedi
  47. i genitori tornano dentro il mostro, non sanno cosa succede
  48. tornano i bambini, si sentono le loro voci
  49. i bambini tornano in massa, all'attacco
  50. i genitori riescono a rivestirsi da mostro prima di essere visti
  51. arrivano tutti i bambini, battaglieri, affrontano il mostro a viso aperto
  52. i bambini dicono che fermeranno il mostro così salveranno i propri genitori che non avrebbero mai il coraggio di affrontare i mostri
  53. i genitori/mostro sfidano i bambini: se hanno veramente coraggio, se non sono solo dei lamentoni capricciosi, l'unico punto debole è sotto il mostro, se hanno coraggio si facciano sotto
  54. momento di imbarazzo nei bambini: effettivamente è un rischio
  55. chi non risica non rosica: i bambini partono all'attacco, entrano sotto il mostro
  56. momento di confusione, poi il mostro si disfa
  57. genitori e figli sono abbracciati insieme


possibile cambiamento nella storia: i genitori non riescono a rivestirsi, incontrano i bambini che tornano. Abbracci, pace, improvvisamente torna il mostro, i bambini dicono che loro hanno il coraggio, lo affrontano e lo mettono in fuga.

lunedì 11 aprile 2016

Immedesimarsi e immaginare

C'è un personaggio che ha la sua storia, i suoi problemi, una sua dose di simpatia, un poco ruvida.
Poi spunta un personaggio incappucciato, e noi sappiamo chi è: è la Morte, ma il personaggio lo sa? Sa che cosa lo attende?
Che altro fare, se non alzarsi in piedi e mettersi le mani nei capelli?


sabato 9 aprile 2016

Baci abbracci e bastonate - prove II

Baci abbracci e bastonate - prove (con il pubblico!)

Il mio nuovo spettacolo di burattini dovrebbe rivolgersi anche ai bambini di 3 anni. Ci ho pensato molto su, sempre un po' dubbioso perché le teste di legno e la mia recitazione facevano piangere qualche bambino piccolo, e mi è rimasta la paura addosso.
Ho cambiato drammaturgia, uscendo dalla baracca, mostrando prima i burattini, avvisando chi stava per arrivare.
Tre buone idee :-)
Il risultato è che i bambini partecipano attivamente allo spettacolo, ridono e si arrabbiano con le figure, per più di 45 minuti fanno un chiasso indiavolato, urlano, inveiscono, si sbracciano, avvisano (il tutto più o meno a tempo con la mia drammaturgia, devo ancora imparare bene a "suonare" insieme :-)





lunedì 4 aprile 2016

Burattini e bambini

Perché i bambini vanno pazzi per i burattini?



Perché i burattini sono più piccoli di loro.

Nel mondo di ogni giorno i bambini sono sempre i più piccoli. Sempre, salvo che negli spettacoli di burattini. Lì finalmente sono loro i grandi. Si ribalta il loro mondo.

Noi adulti ce lo siamo dimenticati il mondo visto dal basso, ma se vivessimo in un mondo di giganti i burattini sarebbero i nostri eroi preferiti.

venerdì 1 aprile 2016

conferenza stampa TSU 4 aprile 2016

e il 29 maggio, stagione TSU, debutto di...

BACI ABBRACCI E BASTONATE


giovedì 31 marzo 2016

Baci abbracci e bastonate - prove

Stiamo provando il mio nuovo spettacolo, il primo di quest'anno. Poi arriverà Falù :-)

Baci abbracci e bastonate!
Questo è uno spettacolo ad episodi, in uno di questi ci saranno anche loro (dico loro perché non ci sarà solo questo tucano verdegiallo):






mercoledì 23 marzo 2016

No no no - 1

No no no

ho scritto la nuova storia per Teatro di Voci 2016!

si intitola No no no, protagonisti sono un gruppo di bambini con i loro genitori. Non ci sono nomi propri perché in scena ci sono 65 bambini che fanno tutti i personaggi, e tutti i personaggi sono collettivi.
Nello scritto ci sono i numeri, perché è così che scrivo le drammaturgie per il teatro - la formattazione della pagina non è merito mio :-(

ecco la prima parte:



  1. suona la sveglia, inizia la giornata
  2. gli adulti sono già in piedi, svegliano i bambini
  3. la prima frase del giorno è “NON dormire, adesso devi svegliarti!”
  4. gli adulti seguono i bambini dappertutto
  5. gli adulti dicono cosa non fare ai bambini
  6. il tutto è scandito dalla proibizione di fare qualcosa: Gli adulti dicono sempre no. No a questo, no a quello. Non dormire, adesso si va a scuola. Non mangiare, adesso si deve uscire. Non giocare, adesso si deve studiare. Non correre, adesso devi star fermo. Non rimanere qui, adesso devi uscire. Non puoi più stare fuori, adesso devi entrare. Non parlare, adesso devi ascoltare. Non ascoltare gli altri, adesso devi parlare tu da solo. Non bere, adesso devi mangiare. Non giocare, adesso devi vestirti. Non sporcarti, adesso devi lavarti.
  7. gli adulti tormentano i bambini
  8. i bambini subiscono
  9. gli adulti sono tormentati dai telefonini, allentano la stretta sui bambini
  10. i genitori ricominciano a tormentarli fino alla prox telefonata
  11. i bambini vogliono il telefono anche loro
  12. i genitori acconsentono
  13. i bambini nascondono il telefono lontano
  14. i genitori corrono a cercarlo
  15. i bambini si riuniscono, decidono di non crescere più, non vogliono diventare come i genitori: cioè non vogliono tormentare gli altri ed essere tormentati
  16. annunciano ai genitori, ma sono immediatamente sminuiti
  17. gli adulti raccontano del mostro che mangia i bambini piccoli che scappano via da soli
  18. suona il telefono, i genitori ritrovano i telefonini
  19. i bambini annunciano che se ne andranno, prenderanno solo poche cose importanti: libri, mangiare, coperte
  20. annunciano ai genitori, vengono sminuiti
  21. i bambini se ne vanno
  22. i genitori acconsentono questa fuga giusto il tempo di sbrigare delle cose
  23. rimangono soli i genitori, sono un poco indecisi, un po' arruffati
  24. spiegano che lo fanno per il loro bene, x un mondo migliore
  25. decidono che ai bambini serve una bella lezione, che capiscano come va il mondo
  26. Grandissimo sospiro corale, si guardano, si stringono le mani, si conoscono fra loro
  27. momento di imbarazzo generale, tutti sbottano in un “ma lo faccio per il suo bene!” “devono abituarsi alla lotta per la vita!” “un domani saranno contenti, grazie a noi”
  28. tutti annuiscono con la testa, poi di nuovo imbarazzo.
  29. Qualcuno dice che ai loro tempi non sarebbe stato possibile una simile ammutinamento. Qualcuno dice che bisognerebbe fargli prendere una bella strizza, che sappiano come va il mondo e quanti è importante ascoltare i genitori.
  30. ci vuole un mostro che li faccia spaventare x bene: che mostro? Il mostro mangia ossa / il mostro peloso / il mostro allunga orecchie / il mostro accorcia gambe / ecc ecc
  31. decidono che il mostro dei bambini XXX (decideremo con i bambini il nome e le funzioni del mostro) è una buona idea
  32. confabulano x decidere cosa serve, qualcuno dice che sa dove trovare ciò che serve, si danno appuntamento x costruirlo, escono ciascuno da una parte differente

venerdì 18 marzo 2016

Lloyd Newson - DV8

Da tanti anni seguo Lloyd Newson ed i DV8, adesso ho scoperto che sono in pausa, LLoyd si è preso un po' di tempo per pensare, per vivere al di fuori dei DV8, e ci sta, dopo 30 anni.
Anche i FUGAZI sono in "hiatus" da molti anni, troppi, chissà, non torneranno più.



Lloyd Newson ha dato delle interviste e qui ci metto un estratto, hanno lavorato molto sul non verbale, sul pericolo che la parola tenda a fare "tutto il lavoro".

Che le parole facciano tutto il lavoro non mi piace, e penso che sia per questo che buona parte del teatro italiano mi annoi a morte, un teatro dove gli attori entrano, si piazzano e cominciano a parlare, fanno tutto con le parole, tutto, non riescono a credere che ci siano altri strumenti per fare teatro.

uno stralcio dall'intervista, pubblicata qui

You get together, you get a group of people, you place things very carefully in order, and the placement is artificial, but if the integrity and the focus is clear, then hopefully it makes people see their roles more clearly. And think about them. And that’s what I would like to do. I love the idea that people come to see our work and if they laugh I know they’ve had a gut reaction, they’ve actually understood something.

To get a laugh through movement is a fantastically hard thing to do, because most dance you can be as vague as you want and you just expect the audience to sit there po-faced, there’s no expectation that you have to achieve anything. But if I’m setting out to make somebody laugh, I have to be really clear… or if I want someone to be touched I have to find out how I find movement that will truly touch someone, as opposed to just doing pretty movement. And I’m afraid that’s what dance for me often is.


giovedì 17 marzo 2016

Burattini - le basi

Grazie alla disponibilità del Circolo Arci Misskappa (si trova ad Udine, qui )
queste settimane riesco a lavorare sui fondamenti dei burattini:

-entrate
-uscite
-stare fermi
-camminare



tutto qua. quattro azioni. durissima! durissima! le mani non stanno ferme, non stanno su, gli avanbracci non battono perpendicolari! non riesco a fare il giro su me stesso senza parere in balìa delle onde!






lunedì 26 ottobre 2015

FAQ teatroescuola - GUSTO PERSONALE






Domanda: ma a me insegnante piacerebbe..

Risposta: Vedi passione. Importantissimo, vero motore del fare teatro, delle scelte, dei rischi. Il nostro punto di vista è la nostra forza. Diventa un cappio se siamo gli unici cui piace, diventa una meraviglia se questo "mi piace" è condiviso. Diventa condiviso se lo si è messo in piazza, e condiviso veramente.
E' vero che spesso i bambini innescano un gioco senza fine di polemiche e di scherzi, allora meglio sparigliare completamente le carte e lavorare su altro.
La prossima volta andrà meglio.


FAQ teatroescuola - FARE FINTA




Domanda: posso mimare?

Risposta: Mimare è tremendamente difficile. Mimo una spada, una sedia, un tavolo, una mela da mangiare, con niente in mano. Un vero virtuosismo, cui il pubblico smette di credere al primo errore tecnico (un muro che prima c'era adesso non c'è più, oppure è spostato di un metro, oppure prima era pesantissimo adesso è un po' meno pesante, l'oggetto mimato viene messo a mezz'aria, galleggia?!?)
Lavorare con degli oggetti è più facile. Una sedia diventa una barca, poi un trono, poi un ombrello. Il cappello diventa uno scudo, poi un bicchiere d'acqua, poi torna cappello. Il pubblico è contento della scelta, non la considera una fregatura, e i limiti tecnici danno grande verità al lavoro.